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ELETTRODOMESTICI, SCELGO QUELLO CHE DURA

Comprare meno, comprare meglio e soprattutto comprare qualcosa che non ci costringa a ricomprare. Sembra essere questa la nuova filosofia degli italiani quando si parla di elettrodomestici. A raccontarlo è una ricerca Ipsos Doxa realizzata per Miele, che fotografa un cambiamento interessante nel modo in cui valutiamo ciò che entra nelle nostre case.

La parola chiave è durata. Per il 97% degli italiani è un elemento importante nella scelta di un elettrodomestico e per il 58% rappresenta addirittura il primo criterio d’acquisto. Un dato che sale al 64% tra i giovani tra i 18 e i 34 anni.

Insomma, sembra che l’epoca del “lo cambio perché ne è uscito uno nuovo” stia lasciando spazio a quella del “se funziona ancora, perché dovrei cambiarlo?”.

LA DURATA BATTE IL PREZZO

Quando si sceglie un elettrodomestico, la longevità conta più del prezzo iniziale. Dopo la durata, infatti, gli italiani mettono al secondo posto i consumi energetici (55%) e soltanto al terzo il prezzo d’acquisto (33%).

Una logica che diventa ancora più evidente quando si parla degli elettrodomestici considerati indispensabili: il frigorifero è al primo posto (81%), seguito dalla lavatrice (72%).

Ma le differenze generazionali sono interessanti. Per gli over 55 è soprattutto la lavatrice a dover durare a lungo, mentre tra i 18 e i 34 anni cresce l’attenzione per il forno.

QUANTO SIAMO DISPOSTI A PAGARE PER FARLI DURARE?

Molto più di quanto si potrebbe pensare.

Il 97% degli intervistati dichiara infatti di essere disposto a spendere di più per un elettrodomestico progettato per durare più a lungo. E quando si ipotizza un prodotto capace di durare il doppio rispetto alla media, una parte consistente degli italiani accetta un prezzo sensibilmente superiore.

Per frigorifero e lavatrice, il 14% spenderebbe tra il 21 e il 30% in più. Nel caso del frigorifero, il 9% arriverebbe addirittura a spendere oltre il 30% in più.

Il motivo è semplice: più un apparecchio è centrale nella vita quotidiana, più la sua durata viene considerata un vero valore economico.

E quanto dovrebbe durare, idealmente, un elettrodomestico? Per il 39% degli italiani almeno 8-10 anni. Per il 50% addirittura oltre 11 anni, mentre uno su cinque considera adeguata una durata superiore ai 15 anni.

LA TECNOLOGIA? SÌ, MA SOLO SE SERVE DAVVERO

Anche sul fronte dell’innovazione sembra esserci un cambio di prospettiva.

Gli italiani non sembrano particolarmente interessati ad avere un elettrodomestico semplicemente più tecnologico. La tecnologia viene considerata utile soprattutto quando produce un beneficio concreto.

Al primo posto c’è la possibilità di ridurre i consumi energetici (59%), seguita dalla capacità di far durare più a lungo il prodotto (40%) e dalla riduzione della necessità di manutenzione (26%).

Le nuove funzionalità, da sole, interessano molto meno: sono indicate soltanto dal 18%.

La tecnologia, quindi, piace quando risolve un problema. Non semplicemente quando aggiunge un pulsante.

SOSTENIBILE È QUELLO CHE NON DEVI BUTTARE

La stessa logica vale per la sostenibilità.

Per l’84% degli italiani, l’elettrodomestico più sostenibile è quello che non deve essere sostituito frequentemente.

Se durata e riparabilità vengono considerate insieme, il 67% identifica proprio nel prolungamento della vita utile del prodotto uno dei principali significati della sostenibilità. L’efficienza energetica arriva subito dopo, con il 54%.

E qui entra in gioco un’altra parola chiave: riparabilità.

Il 93% degli italiani la considera importante e per il 54% è addirittura molto importante. Un’attenzione che sale al 64% nella fascia tra i 55 e i 64 anni.

Il messaggio è piuttosto chiaro: oggi sostenibilità non significa soltanto consumare meno energia. Significa anche buttare via meno prodotti.

QUANDO UN ELETTRODOMESTICO DIVENTA UN RICORDO

C’è poi un aspetto curioso della ricerca, che va oltre economia, tecnologia e sostenibilità.

Gli elettrodomestici che restano a lungo nelle nostre case finiscono per diventare parte della nostra storia familiare.

Il 71% degli italiani ricorda almeno un elettrodomestico particolarmente durevole che ha accompagnato la propria vita. I protagonisti della memoria sono ancora una volta frigoriferi (35%) e lavatrici (34%).

Per otto italiani su dieci, gli oggetti che resistono nel tempo entrano nella storia della famiglia. E per un 6% un elettrodomestico rimasto in casa per molti anni rappresenta addirittura un ricordo importante della propria vita.

Perché alla fine succede anche questo: un frigorifero può smettere di essere semplicemente un frigorifero. Può diventare quello della casa dei nonni, quello che c’era quando sono nati i figli, quello che ha resistito a traslochi, vacanze e ristrutturazioni.

DURA DI PIÙ, MI FIDO DI PIÙ

La durata sembra influenzare anche il rapporto con le marche.

Il 91% degli italiani ritiene che un brand che progetta prodotti destinati a durare trasmetta maggiore fiducia. E per dimostrare concretamente questo impegno, gli italiani chiedono soprattutto prodotti durevoli (58%) e un servizio di assistenza disponibile negli anni (45%).

Anche la presenza sul territorio conta: per il 62% delle persone, un’azienda che investe stabilmente in Italia viene percepita come più affidabile.

Quando devono decidere se fidarsi di un marchio, gli italiani mettono al primo posto l’affidabilità del prodotto (55%), seguita dalla qualità (52%) e dall’assistenza (37%). E il 76% attribuisce ancora importanza ai marchi storici.

LA NUOVA ECONOMIA DEGLI ELETTRODOMESTICI

La ricerca realizzata da Ipsos Doxa per Miele racconta quindi qualcosa che va oltre il semplice comportamento d’acquisto.

Sta cambiando il modo in cui attribuiamo valore agli oggetti che utilizziamo ogni giorno. Il prezzo rimane importante, ma non è più sufficiente. Un elettrodomestico vale per quello che costa, per quanto consuma, per quanto è facile da riparare, ma soprattutto per quanto tempo riesce a fare bene il proprio lavoro.

È la cosiddetta “long-term economy”: un’economia in cui il valore di un prodotto non si misura soltanto al momento dell’acquisto, ma lungo tutta la sua vita.

Ed è un concetto che Miele, in occasione dei 65 anni di presenza in Italia, lega alla propria filosofia “Immer Besser”, continuando a puntare su durata, affidabilità, assistenza e innovazione orientata a un beneficio concreto.

Perché forse il vero elettrodomestico del futuro non sarà quello che fa più cose.

Sarà quello che funziona bene per più tempo.

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