120 ANNI DI RIZ IN PIU

Ci sono aziende che hanno una storia. E poi ci sono aziende che la storia continuano a farla.
Rizzoli Emanuelli nel 2026 festeggia 120 anni. Un traguardo importante, ma soprattutto l’occasione per raccontare cosa significa arrivare fino a qui senza perdere il proprio DNA. Cinque generazioni della stessa famiglia, una ricetta segreta tramandata a voce, gesti artigianali che resistono al tempo e, allo stesso tempo, la capacità di guardare avanti.
È questo il significato di “quel RIZ in più”: non una semplice tradizione da conservare, ma qualcosa da mantenere vivo, aggiornandolo alle esigenze di oggi.
Una famiglia, cinque generazioni e una ricetta che non è mai stata scritta
Oggi Rizzoli Emanuelli è guidata dalla quinta generazione della famiglia. Al vertice c’è Massimo Rizzoli, Presidente e Amministratore Delegato e, soprattutto, custode della storica ricetta delle Alici in Salsa Piccante.
Accanto a lui lavorano i figli Francesco, Direttore Commerciale, e Anna, volto social e comunicativo del brand, insieme a cugini e nipoti impegnati nei diversi ruoli dell’azienda.
Una vera famiglia allargata al lavoro, dove il passaggio generazionale non è soltanto una questione di successione, ma un modo per tenere insieme memoria e futuro.
E proprio la memoria è uno degli ingredienti della campagna dedicata ai 120 anni: “120 anni, Quel RIZ in più”.
Il racconto parte il 30 marzo e attraversa l’anno con quattro hero content, reel da 60 secondi nei quali le ricette diventano il punto di partenza per raccontare persone, gesti e saperi tramandati nel tempo.
A guidare il racconto sarà lo Chef Brand Ambassador Francesco Aquila, che entrerà nelle storie della famiglia Rizzoli “in punta di piedi”. Il primo episodio parte da Parma, il luogo in cui il saper fare dell’azienda continua a vivere, con Anna Rizzoli come co-protagonista.
Il claim riassume tutto in una frase:
“Quello che impari in famiglia, resta per sempre. Da 120 anni quel RIZ in più.”
Il tempo? Un ingrediente vero
Per Rizzoli Emanuelli il tempo non è soltanto quello trascorso dal 1906 a oggi. È anche quello necessario per fare bene un prodotto.
Nel caso delle nuove Grandi Alici del Mar Cantabrico Rizzoli Edizione Anniversario, il tempo diventa infatti parte integrante della ricetta.
La nuova referenza nasce dalle migliori alici della specie Engraulis encrasicolus, pescate esclusivamente in primavera nel Mar Cantabrico. Acque fredde, ricche di ossigeno e plancton, e una selezione rigorosa: vengono scelte alici di categoria GG, grandi e particolarmente carnose.
La pesca è certificata MSC e la lavorazione è manuale.
La scapatura viene effettuata nella stessa giornata della pesca, mentre la salatura è affidata a maestri siciliani. Poi arriva la parte che richiede più pazienza: una maturazione di almeno sei mesi, lenta e controllata, che permette al pesce di sviluppare una consistenza morbida e burrosa e un gusto pieno, ma equilibrato.
C’è anche un’attenzione in più al consumatore contemporaneo: le nuove alici hanno un contenuto di sale ridottorispetto alle tradizionali alici del Cantabrico in olio.
Infine, tripla pulizia e sfilettatura rigorosamente a mano. Il risultato sono filetti compatti, integri ed eleganti, racchiusi in un pack celebrativo dedicato ai 120 anni dell’azienda.
E poi c’è lei: la Salsa Piccante
Se c’è un prodotto che più di ogni altro racconta Rizzoli Emanuelli, però, sono le iconiche Alici in Salsa Piccante nella storica latta dorata.
Qui la storia diventa quasi leggenda.
La salsa che le rende inconfondibili nasce da una ricetta segreta mai messa per iscritto. Nessun documento, nessun ricettario: gli ingredienti, le proporzioni, i tempi e il procedimento vengono tramandati oralmente all’interno della famiglia da oltre un secolo.
A conoscerne tutti i segreti è il primogenito della famiglia Rizzoli, che riceve il testimone dalle generazioni precedenti.
Una ricetta che, paradossalmente, è rimasta immutata proprio perché continua a essere trasmessa nel modo più antico possibile: a voce.
Anche la preparazione segue la tradizione. Le spezie vengono acquistate dagli stessi fornitori di un tempo e macinate direttamente nello stabilimento di Parma, utilizzando gli stessi macchinari e strumenti di pesatura che permettono di mantenere inalterate le proporzioni.
E poi c’è un altro passaggio fondamentale: la salsa viene lasciata maturare per sei mesi in botti di legno numerate, precedentemente utilizzate per il Marsala.
È difficile pensare a un esempio più concreto di “tradizione consapevole”: mantenere il gesto originale, ma continuare a farlo vivere nel presente.